Provateci voi a
mantenere le distanze dai
pensieri tossici, ad
azzittire i sensi di colpa, a
relegare in un cassetto la vergogna.
Provateci voi a
non condividere i sogni con
chi non riesce mai a realizzarne di suoi.
Provateci voi a
stanare dagli angoli del cuore chi
dovreste aver già lasciato andare.
Provateci voi a
procedere dritto ad
occhi chiusi davanti all’ipocrisia.
Provateci voi a
cucirvi la bocca davanti
alle provocazioni, a
turarvi le orecchie mentre
vi urlano critiche sterili.
Provateci voi a
spalancare le finestre per
avere vedute meno strette ma
al contempo tener fuori l'aria stantia senza
la quale morireste di asfissia.
Provateci voi a
frequentare solo persone migliori di voi in
fatti, parole, opere e missioni.
Provateci voi a
evitare in ogni modo il
contatto con
qualunquisti,
perbenisti,
pressappochisti, con
chi è sempre in cerca di una scusa, con
chi si nutre di lamento e accidia.
Davvero credete si
possa farsi contagiare solo dagli
inquieti, dai
poeti, dagli
acrobati del possibile, da
chi soffre della smania del
fare, del
dire, dell'
essere, del
sognare.
Davvero pensate sia
possibile stare sempre nel
recinto di chi vuole vivere, che
esistano strumenti per
abbattere i muri della melancolia.
Non esistono regole preventive per
non ammalarsi, che
sia di morte, d'
amore, di
solitudine, di
dolore, della
semplice
ordinaria
dozzinale
voglia di
star male.
